Cinque domande all’alpinista statunitense Steve House che insieme a Scott Johnston il 19 agosto a Chamonix terrà un workshop incentrato sull’allenamento per la montagna.

A metà agosto a Chamonix il celebre alpinista statunitense Steve House terrà un workshop di allenamento per la montagna, insieme a Scott Johnston con il quale ha scritto il manuale ‘Training for the new alpinism: a manual for the climber as athlete’. Johnston è stato allenatore della squadra nazionale statunitense di Coppa del Mondo di sci nordico, nonché preparatore di House e mentre spetta a lui parlare della preparazione atletica, House invece illustra la preparazione alpinistica. Ecco cinque domande a House sull’importanza di questo “allenamento per il nuovo alpinismo.”

A chi è rivolto questo corso e per quale motivo si dovrebbe partecipare?
Il corso è rivolto a chiunque sia interessato ad imparare come allenarsi (o allenare altri) negli sport di montagna, tra cui l’arrampicata, l’alpinismo, l’alpinismo in alta quota, lo sci alpinismo, la corsa in montagna e le competizioni di sci alpinismo.

Hai degli esempi che sottolineano il successo del tuo corso?
Molte persone hanno usato sia il libro sia il corso per prepararsi a grandi obiettivi. Per esempio Mikhail Fomin e Nikita Balabanov per la loro salita del pilastro NW di Mt. Talung oppure Stuss Leeds per salire il Makalu, per citarne solo due.

Questo è un corso in aula, non in montagna. Cosa ti ha convinto che è necessario avere questa base teorica?
La base teorica è la cosa più importante per comprendere l’allenamento in sé e prendere decisioni sull’allenamento. Ciò è dovuto a due fattori: 1) Gli allenatori e gli scienziati capiscono molto bene cosa funziona realmente. Gli atleti, senza questa comprensione, non possono prendere decisioni corrette sull’allenamento – ovvero come aumentare le loro capacità nel loro sport. Non devo mostrare ad una persona come correre in salita per un’ora. Ma ho bisogno di spiegare a quella persona perché scegliere quel tipo di allenamento oggi, con quale intensità e come determinare la durata ideale di quell’allenamento. Queste decisioni richiedono una comprensione della teoria.

Lavori come mentore per giovani alpinisti ed insegni già da alcuni anni. Cosa ti ha dato questo ruolo?
Mi dà una grande soddisfazione su diversi livelli. Innanzitutto, come top-climber, ero sempre molto frustrato quando la gente mi diceva “ha fatto una cosa incredibile!” quando avevo completato una salita. Francamente, non era incredibile, ha sempre richiesto un sacco di lavoro e mi ero sempre preparato molto bene e per molto tempo finché non ero pronto a fare qualcosa di “incredibile”. Questo è il mio modo per spiegare al mondo degli sport di montagna che ognuno può fare qualcosa di “incredibile”, ma fare ciò richiede tempo, dedizione e un allenatore o la conoscenza di come allenarsi. Come insegna questo corso.

Allora cosa rappresenta per te questo “nuovo alpinismo”?
Nello sport di montagna non vi è fine ai vostri progressi o al vostro processo. Noi umani siamo dinamici e gli sport di montagna che affrontiamo, in termini di allenamento e preparazione, sono le forze più potenti del cambiamento che ho mai conosciuto in vita mia. Il nuovo alpinismo rappresenta per me l’accettazione del processo per arrivare ad una realizzazione. Voglio spostare l’alpinismo fuori dall’alpinismo di “conquista” verso quello che vedo che è il suo valore reale, il processo di miglioramento continuo, più conoscenza, più comprensione del nostro sport ma soprattutto più comprensione di noi stessi. Voglio che la gente vada in montagna semplicemente, che si alleni in maniera intelligente e che pratichi bene il suo sport. Questo è il cammino verso lo sviluppo di sé, la conoscenza di sé ed una vita piena.

Per saperne di più visitate www.uphillathlete.com