Giorgio Soddu, uno dei pionieri del bouldering in Sardegna, parla dell’arrampicata boulder sui massi di granito attorno al Monte Ortobene. Quasi 700 passaggi distribuiti in più di 16 settori pochi chilometri ad est di Nuoro.

Se di pionieri vogliamo parlare (oggi è di moda usare questo termine) possiamo sicuramente dire che Giorgio Soddu lo è sicuramente stato per il bouldering in Sardegna. Torre delle Stelle e poi Orani, Sarule, Onifai… ed infine il Monte Ortobene. Tutti questi luoghi sono le vere culle del sassismo sardo e continuano ad essere i luoghi di riferimento: una ragione ci sarà! Sull’Ortobene, il Monte di Nuoro: negli anni non sono trapelate molte informazioni, come del resto è nello stile e nel carattere dei barbaricini, sempre più attenti alla sostanza che all’apparenza. Però, siccome è sempre giusto dare a Cesare quel che è di Cesare, un minimo di storia va raccontata! Quando verrà pubblicato questo articolo probabilmente in Sardegna sarà già finita la stagione dei blocchi. Lo sappiamo bene, ma ci siamo portati avanti e ve lo diciamo per tempo, in modo che possiate programmare le vostre vacanze di Natale! (M. O.)

Bouldering al Monte Ortobene (Nuoro) – di Giorgio Soddu

Il Monte Ortobene è un posto strano del quale non ti innamori subito, hai bisogno prima di farne la conoscenza. È un tipo introverso, con il quale devi avere la pazienza di instaurare un’amicizia; cercare nelle sue infinite pieghe le storie di pastori, banditi e cavatori, che hanno lasciato sopra e sotto ogni sasso la traccia del loro vissuto. Come un intreccio di storie, guarda caso, puoi trovare anche i segni delle linee di boulder più affascinanti, che in tanti di questi sassi si sviluppano, proseguendo il disegno della storia minima di questi luoghi.

Così al settore di Sa’e Sos Frores se ti capita di scalare su “il Partigiano Johnny” o su “Unità di Produzione” a ben guardare potrai trovare le tracce dell’ultimo cavatore di cantonetti granitici dell’Ortobene, utilizzati per costruire le case di tutta la Nuoro antica. Oppure ancora scalando all’ombra di Punta Palas de Casteddu, sotto “Sa Conca” di Paskale Panedda, ci si imbatterà nell’ultimo rifugio del leggendario ed omonimo bandito che sfuggì decine di volte alle mani della Giustizia, proprio saltando in mezzo all’enorme labirinto di rocce con vista mozzafiato sul Supramonte e sul Gennargentu.

Lo esplorai per la prima volta sotto il profilo boulderistico nel 1998, inizialmente accompagnato da un pò di scetticismo a causa del lavoro necessario a sistemare i sassi sporchi. Con Simone e Angelo partivamo dal confronto con i settori di Orotelli e Sarule, nei quali con pochi colpi di spazzola potevamo tirare fuori una nuova linea. C’è da aggiungere che, in tanti settori del Monte, non hai il colpo d’occhio sui sassi come ad Orotelli che ti si presenta con 200 ettari di blocchi gialli in mezzo a prati e sughere quasi ad atteggiarsi a “Castle Hill de noiartri”.

Ma la passione esplorativa spesso conduce a strade di masochismo estremo e solitario, fu così che messo in conto l’ovvio tributo di sangue e fatica che il granito richiede, a testa bassa e un po snobbato inizialmente dai miei amici, ripulii e scalai subito alcuni passaggi lungo la strada e nacquero i settori di Miserabili Nuoresi, e l’Incrocio. Inizialmente i due miscredenti, sempre al mio fianco nelle esplorazioni e pulizie dei settori di Orani, Sarule e Orotelli, erano convinti che non ci fossero tante possibilità arrampicatorie al Monte, ma l’istinto esplorativo mi diceva che non era come appariva, infatti un paio di anni dopo, iniziai a scoprire i settori al di la dell’asfalto e la varietà di scalata che offriva questo granito, fu allora che i miei fedeli compagni di sempre dovettero rivedere la loro opinione sull’Ortobene; naquero i settori di “Lallanu” (tornai a zero), sos Frores, Sa Radichina e il settore Pornostar.

Nel frattempo al solito gruppo di “Bloccobirra” si affiancarono nel lavoro sporco anche dei ragazzi nuoresi che contribuirono a far nascere una vera scuola adatta alle mezze stagioni e riparata dall’insistente battere del sole che in altri settori da aprile a ottobre rende quasi inscalabile ogni sasso! Tra questi Filippo Manca, che tornato in Sardegna da alcuni anni, è divenuto attivissimo ripetitore e scopritore delle linee presenti sull’Ortobene, portando avanti il lavoro iniziato dal gruppo Bloccobirra.

Lontano da essere completamente esplorato il Monte si disvela con parsimonia, vuoi per quel suo bosco fitto che ricopre pietre e sentieri, vuoi per le sue dimensioni ragguardevoli (oltre700 ettari). Ancora tantissimo resta da fare per il futuro, ed è certo che quel manipolo di persone che hanno contribuito attivamente a sviluppare la scalata sui sassi dell’Ortobene continueranno all’ombra delle querce a valorizzare nuove aree da rendere disponibili a chi avesse il piacere di visitare un luogo incantevole e ormai storico per il bouldering isolano.

Negli anni visite illustri e non hanno contribuito allo sviluppo, lasciando in eredità linee molto belle a tutta la comunità di boulderisti ed aiutandoci con ripetizioni e pareri al “settaggio” delle difficoltà delle linee nella difficile arte della gradazione. A tal proposito c’è da dire che molti passaggi per loro specifica natura sono di condizione, per questo motivo possono sembrare duri rispetto al grado proposto, ma la quotazione è stata stabilita con il confronto dei ripetitori e con l’aderenza migliore, oltre che dal raffronto con boulder simili in spot europei di riferimento (Ailefroide, Fontainebleau, Cresciano ecc.). Nulla di nuovo insomma!

La scalata
I settori sono caratterizzati da stili molto differenti che lo hanno trasformato, forse, nel sito più vario e probabilmente quello maggiormente sviluppato presente in Sardegna. Oggi infatti l’Ortobene conta oltre 700 passaggi distribuiti in più di 16 settori, quasi tutti ricchi di nuove possibilità di scalata. Tetti, strapiombi tafonati, muri verticali a tacche o cristalli, placche, fessure, prue strapiombanti, uova e quant’altro la fantasia boulderistica possa voler immaginare di scalare, il monte Ortobene lo offre in grandi quantità, intervallati da un bel bosco mediterraneo che per la quasi totalità è proprietà pubblica.

Da non perdere sono gli ormai classici:
– Clark Gheybol e lo spigolo svaso (6B), gli svasi di Berlusclown sit originale (7A+) al settore Sa e Sos Frores;
Click Here: online rugby store malaysia – Il muro di Moana (6B indimenticabile), la placca appoggiata di Selen (7A+), lo spigolo di Cristiano il mussulmano (7A+), la prua di Cicciolina (7A/B) e la fessura di Colpo Grosso stand (7A+) al settore Pornostar;
– l’Olandese Volante sit (6C+), Kan Kan (7A) e le compressioni di Tornai a zero (7B+) al settore Lallanu/Pietra della Luna;
– l’Aquasantiera (6B), Miserabili Nuoresi (6C e il naso de il Calvario (7C) al settore Miserabili Nuoresi;
– lo spigolo di angolo cottura uscita dx (6B), La placca di Sa Pelea (6c/7a), le tacche Scorpion sit 6c+, il muro di Red Bull (7A) e per gli amanti del genere la saga dei piatti tipici sardi (7B) al settore la Cucina Alta.

Solo per dirne alcuni, ma molto, molto altro ancora vi aspetta!

Per il bouldering in Barbagia (e non solo) è di fondamentale importanza consultare il sito www.bloccobirra.com e sua relativa pagina facebook. Al momento non esistono guide del Monte Ortobene ma potrete tranquillamente chiedere informazioni ai link indicati.